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Pulci gatto

Come riconoscere le pulci nel gatto

Le pulci sono degli insetti senza ali dell’ordine degli Afanitteri (dal greco, “con ali invisibili”).

Di piccolissime dimensioni (da 1 a 6 mm di lunghezza), le pulci sono ematofaghe, ovvero si nutrono di sangue grazie a un apparato buccale adatto a entrare nella cute e a succhiare.

Come sono fatte le pulci?

Dal tipico corpo schiacciato lateralmente, le pulci sono note per la loro spiccata capacità di salto, permessa da arti posteriori molto sviluppati.

Sul gatto si troverà la pulce adulta, mentre uova e stadi immaturi si troveranno nell’ambiente.

La pulce adulta, una volta sul gatto, cercherà di restarci per tutto il ciclo vitale, nutrendosi di sangue con pasti giornalieri.

La longevità di una pulce? Fino a 160 giorni.

Ecco le specie di pulce più comuni in Europa (parassitano gatti, cani e altri piccoli mammiferi):

  • Ctenocephalides felis
  • Ctenocephalides canis

Il ciclo vitale della pulce

La pulce femmina depone sul gatto da 20 a 50 uova al giorno (perlacee e lunghe all’incirca 0,5 mm), che si schiuderanno nell’ambiente entro qualche giorno.

Le larve si “nascondono” in luoghi poco luminosi, come sotto tappeti e mobili.  Lo sapevi? L’igiene della casa è importante!

La larva poi muterà in pupa all’interno di un bozzolo, dal quale fuoriuscirà la pulce adulta (subito o dopo 6 mesi, in base alle condizioni ambientali).

Le pulci durante l’anno

Le pulci sono massimamente presenti nella stagione calda.

In casa, però, tappeti e riscaldamento creano un micro-clima favorevole allo sviluppo della pulce anche in inverno.

Perciò, stando alle indicazioni del veterinario, provvedi alla profilassi antipulci del tuo gatto durante tutto l’anno, non solo in primavera-estate.

Come faccio a capire se il mio gatto ha le pulci

La sintomatologia della presenza delle pulci è variabile, in base a diversi fattori.

Se, ad esempio, il tuo gatto è a pelo lungo e le pulci sul suo mantello sono poche, i sintomi possono addirittura passare inosservati.

Nelle infestazioni da pulci massive, oltre a sintomi più evidenti, potrà associarsi anche anemia.

Gatti allergici:

l’ipersensibilità agli allergeni della pulce (in particolare, alla saliva), procurerà la cosiddetta “dermatite allergica da pulci” (DAP o FAD, flea allergy dermatitis).

Il principale sintomo di DAP è il prurito. Il tuo gatto potrà manifestare anche:

  • Leccamento insistente (grooming aumentato).
  • Strappamento del pelo (alopecia autoindotta).
  • Piccole croste

Sono possibili delle complicanze secondarie, anche dovute al grattamento eccessivo.

Diagnosi

Presenza delle pulci

  • Il veterinario potrà evidenziare le pulci con l’ausilio di un foglio di carta bagnato, dove un alone rosso scuro indicherà la presenza di feci del parassita.
  • A causa del grooming aumentato, si potranno tuttavia non riscontrare le feci di pulce.
  • Palpare accuratamente la cute del gatto, o rasare il pelo, potrà facilitare il medico veterinario nella diagnosi.

DAP

  • Secondo l’ESCCAP (European Scientific Counsel Companion Animal Parasites), non esiste un test allergico gold standard per la dermatite allergica da pulci.
  • La diagnosi di DAP può essere inoltre complicata da altre forme allergiche concomitanti.
  • La diagnosi di conferma si baserà sulla risposta ai farmaci specifici, o sull’esclusione di altre cause di dermatite.

Malattie trasmissibili dalle pulci del gatto

Le pulci possono fare da veicolo di altri patogeni. Lo sapevi? Un motivo in più per evitarne le infestazioni.

La pulce può trasmettere frequentemente al gatto una particolare tenia intestinale (Dipylidium caninum).

Ecco dei batteri veicolati nel gatto dalle pulci in Europa:

  • Bartonella henselae: il gatto ne è serbatoio tendenzialmente asintomatico; può colpire anche l’uomo (zoonosi), con la cosiddetta “malattia da graffio”.
  • Mycoplasma haemofelis: le pulci sono vettori sospetti di questo agente, che danneggia i globuli rossi del gatto anche gravemente (anemia infettiva felina).

Le pulci nel gatto possono veicolare anche rickettsiosi solitamente sub-cliniche.

“Malattia da graffio di gatto” nell’uomo

La trasmissione all’uomo avviene principalmente con morsi e graffi di gatti infetti.

Anche nell’uomo, come nel felino, il decorso di questa infezione può restare non evidente.

La malattia da graffio di gatto, se non complicata, tende ad autolimitarsi.

Il decorso può farsi complesso in persone immunocompromesse, in questi casi l’ESCCAP ritiene necessario:

  • Lavare e disinfettare prontamente morsi o graffi da gatto.
  • Far vivere il gatto in casa, senza farlo uscire.
  • In caso si adotti un altro felino, preferirlo di età superiore a 1 anno (i gattini sembrano essere più esposti a questa infezione), verificando assenza di pulci e negatività verso Bartonella.

In ogni caso, la prima misura preventiva resta il regolare trattamento antipulci del gatto.

Come prevenire le pulci

 Solitamente si procede con un approccio combinato.

  • Eliminare pulci e zecche adulte, ma anche gli stadi immaturi.
  • Trattare regolarmente tutti i pet della casa.
  • Per il controllo dell’ambiente, passare l’aspirapolvere e lavare periodicamente la cuccia del gatto.
  • Spazzolare il mantello può aiutare a svelare la presenza di parassiti esterni.
  • Alcune molecole antiparassitarie sono tossiche per il gatto (come i piretroidi): seguire le indicazioni veterinarie e bando al fai-da-te!

 In conclusione

Nei pet i farmaci antiparassitari verso pulci e zecche sono usati sia a scopo preventivo che terapeutico.

Il controllo dei parassiti esterni sul tuo gatto deve essere costante, anche per contenere i rischi zoonotici correlati. Ne trarrà beneficio anche il rapporto uomo-animale.