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Proteggere i bambini dai parassiti del pet

I bambini vanno protetti dai parassiti del pet, ma anche dal rischio di contatto accidentale con i prodotti antiparassitari topici per cani e gatti

Se in casa hai più animali, già saprai che nei giorni subito dopo l’applicazione di antiparassitari topici va evitato che gli animali conviventi possano leccare il punto in cui è stato messo il prodotto, soprattutto in caso di convivenza di cuccioli e gattini. Inoltre, bisogna sempre considerare il rischio di tossicità per il gatto, rispetto ad alcuni principi attivi antiparassitari topici registrati solo per cani: attenersi alle indicazioni del veterinario o al foglietto illustrativo. Questo è il caso di amidine e piretroidi sintetici, che ad alte concentrazioni sono tossici per il gatto, come indicato anche da ESCCAP (European Scientific Counsel Companion Animal Parasites).

E come gestire l’applicazione dell’antiparassitario topico del cane o del gatto, rispetto ai bambini in casa? Anche per gli adulti, ma soprattutto per i bambini che potrebbero toccare il pet e poi portarsi le mani alla bocca, evitare il contatto con un animale trattato con l’antiparassitario topico, nelle 12-24 ore dall’applicazione sul pet. Nel caso di alcuni collari antiparassitari (come quelli a base di deltametrina, ad esempio), i cani trattati non devono dormire a contatto con le persone, specialmente nel caso dei bimbi. Inoltre, non va permesso ai bambini di giocare con il collare antiparassitario, né di portarlo alla bocca; oltre al contatto con quest’ultima, evitare anche quello con gli occhi. Poiché le indicazioni e le precauzioni anche rispetto ai bambini possono variare a seconda dei principi attivi antiparassitari, verificale di volta in volta sul foglietto illustrativo.

Anche nel caso di altri tipi di antiparassitari a uso esterno, come le pipette, attenersi sempre alle indicazioni e precauzioni d’uso sul bugiardino, o in etichetta. Ad esempio, per alcuni spot-on (a base di fipronil e permetrina), l’indicazione è che né adulti, né i bambini tocchino o giochino con animali trattati finché non risulti asciutto il sito di applicazione, generalmente fino alle 12 ore successive. Per questo può essere raccomandato trattare il pet con l’antiparassitario topico nel tardo pomeriggio o in serata, per ridurre al minimo la possibilità di contatto tra pet trattato e persone nell’arco del giorno. Anche dopo l’utilizzo della pipetta spot-on, gettarla subito dopo, per evitare che i bambini vengano a contatto accidentalmente con residui di principio attivo.

Il rischio zoonotico degli ectoparassiti, come prevenirlo

Vale sempre la regola fondamentale di eseguire sul tuo pet la profilassi antiparassitaria più adeguata. Inoltre, va ridotta al minimo l’esposizione ad ambienti contaminati da possibili ectoparassiti. Sebbene pulci e zecche solitamente preferiscano parassitare cani e gatti rispetto all’essere umano, queste regole sono sempre valide per tutte le persone, ma in particolare lo sono nei confronti dei bambini.

Nel caso delle pulci, poi, tieni presente che solo la piccola percentuale di quelle adulte si trova sul mantello del pet, mentre gli stadi immaturi (larve, pupe, uova) risiedono nell’ambiente in cui l’animale vive. Per questo, poiché gli animali presenti in casa possono rappresentare delle fonti di re-infestazione, andranno trattati tutti contemporaneamente; inoltre, sarà molto importante l’igiene in casa. In particolare, nel caso delle larve di pulce considera che esse sono amanti del buio e che si annidano in punti in penombra e poco raggiungibili, come ad esempio sotto i mobili. Per questo va passata regolarmente l’aspirapolvere, soprattutto se in casa vivono dei bimbi e vanno lavate periodicamente anche cucce, brandine e oggetti o giochi del pet. Considera che pulci e zecche possono anche veicolare degli agenti patogeni trasmissibili all’uomo, e che la profilassi antiparassitaria non va trascurata, soprattutto se in casa hai dei bambini.

La profilassi antiparassitaria contro pulci e zecche andrà garantita al pet in modo da coprirlo tutto l’anno. Parlane con il veterinario, che ti darà tutte le indicazioni per la profilassi più idonea al caso.

Tra gli endoparassiti, invece, il Dipylidium caninum è uno di quelli che può essere contratto più facilmente da un bambino che dall’adulto, per ingestione accidentale della pulce infetta, che è ospite intermedio di questa “tenia del cane”, in grado di parassitare anche il gatto.

E la toxoplasmosi?  Il rischio di trasmissione di questa malattia protozoaria, rischiosa per la donna in gravidanza, è al momento considerato più alto mediante ingestione di carne poco cotta o vegetali crudi non ben lavati, che dall’avere un gatto in casa. Tuttavia, se sei una donna che aspetta un bambino, delega preferibilmente ad altri la cura della lettiera, che in ogni caso sarà meglio pulire con i guanti.

E se porti il bambino nei boschi, per farlo giocare in sicurezza nell’erba vestilo con abiti che lo coprano il più possibile, onde evitare morsi di zecche, che possono essere vettori anche di gravi malattie. Poi, a fine giornata, controlla sia il corpo che gli abiti, sia del bimbo che tuoi. Circa l’utilizzo di prodotti repellenti per i bambini, anche contro insetti pungitori potenziali vettori di altre malattie, consultati con il pediatra.

Insegna ai bambini a lavarsi spesso le mani e a non portarsi le mani alla bocca dopo aver toccato il pet. Anche per te, che sei adulto, l’igiene delle mani è importante, soprattutto dopo aver raccolto le feci del cane da terra o aver igienizzato la lettiera del gatto. E se in casa hai una sabbiera per far giocare i bimbi, ricordati di coprirla quando non viene usata, onde evitare che il gatto la scambi per una lettera per i suoi bisogni.

E, in generale, tieni i farmaci antiparassitari al di fuori della portata dei bambini in casa.